Inverter di stringa
Un inverter per l’impianto
I pannelli sono collegati in stringhe e un solo apparecchio converte la corrente per l’intero impianto.
- Rendimento dell’inverter attorno al 97,6%
- Un solo apparecchio di conversione per tutto l’impianto
Potenza, numero di moduli e disposizione sul tetto cambiano da casa a casa: li calcoliamo sui vostri consumi. Poi restano due scelte di fondo — come si converte la corrente e se la si accumula — e anche quelle dipendono da com’è fatto il vostro tetto.
Sul modulo non andiamo a tentativi: montiamo un monocristallino da 410 Wp prodotto in Italia, negli stabilimenti del nostro fornitore, certificato secondo le normative europee più recenti. È la scelta su cui abbiamo più esperienza, e quella di cui possiamo rispondere nel tempo.
È un modulo di peso e dimensioni contenute, scelto anche per questo: si movimenta e si fissa più agevolmente durante l’installazione.
Sono due modi diversi di convertire in corrente alternata quello che i pannelli producono. Quale dei due sia adatto al vostro tetto lo stabiliamo durante il sopralluogo.
Inverter di stringa
I pannelli sono collegati in stringhe e un solo apparecchio converte la corrente per l’intero impianto.
Microinverter
Ogni modulo ha il suo convertitore e lavora per conto proprio. Se un pannello rende meno, gli altri non ne risentono.
L’accumulo serve a usare di sera l’energia prodotta di giorno. Se sia il caso di metterlo dipende da quando consumate, ed è una delle cose che valutiamo al sopralluogo: dei 514 impianti sulla nostra mappa, 75 hanno le batterie.
Quello che l’impianto produce viene usato nel momento in cui lo produce; l’energia non consumata viene immessa in rete.
Le batterie immagazzinano l’energia del giorno per la sera. Celle al litio ferro fosfato senza cobalto, efficienza di carica attorno al 96%.
| Configurazione | Conversione | Accumulo |
|---|---|---|
| Stringa | Uno per l’impianto | no |
| Stringa + accumulo | Uno per l’impianto, con batterie integrate | sì |
| Microinverter | Uno per ogni pannello | no |
| Microinverter + accumulo | Uno per ogni pannello | sì |
La potenza dell’impianto non dipende dalla configurazione: la calcoliamo sui kWh che consumate oggi e su quelli che consumerete domani, se avete in programma induzione o pompa di calore. Quale configurazione sia la vostra lo diciamo dopo aver visto il tetto.
Moduli da 410 Wp in silicio monocristallino, prodotti in Italia e certificati secondo le normative europee vigenti. L’impianto è suddiviso in stringhe di moduli.
Rendimento di circa il 97,6%. Nella versione ibrida, inverter con rendimento attorno al 97,5% e batterie integrate.
Un microinverter abbinato a ciascun modulo, rendimento di circa il 97,5%. Consente il monitoraggio e il funzionamento indipendente di ogni singolo pannello.
Celle al litio ferro fosfato (LFP) senza cobalto, efficienza di carica attorno al 96%, connessione in serie reale ad alta tensione. Standard di sicurezza VDE 2510-50.
Cavi solari con isolamento e guaina esterna reticolata a irradiamento: resistenti a calore, basse temperature, olio, ozono, raggi UV e intemperie. Basso sviluppo di fumi e privi di alogeni in caso di incendio.
Non sono schede di catalogo: sono quello che abbiamo montato in 204 comuni dal 2011 a oggi. Sulla mappa trovate ogni impianto con la sua potenza, il numero di moduli e l’inverter che ci abbiamo messo.
Prima si guardano esposizione, ombre e quadro elettrico e si leggono dodici mesi di bollette. Da lì nasce lo studio di fattibilità: potenza, configurazione e preventivo per iscritto.